
Il progetto di digitalizzazione massiva degli erbari italiani rappresenta un’iniziativa strategica della Missione 4 del PNRR (Istruzione e Ricerca). È coordinato all’interno dello Spoke 7 – di cui è capofila l’Università di Padova – dal Centro Nazionale per la Biodiversità (NBFC), intitolato “Biodiversità e società”. L’obiettivo generale è la creazione di un’infrastruttura digitale nazionale unificata che renda accessibile l’enorme patrimonio botanico conservato negli erbari universitari e museali italiani, per un totale di circa 4.200.000 campioni vegetali. La digitalizzazione è un’attività complessa,che richiede un’integrazione accurata tra logistica, gestione e informatica, seguendo l’esempio di operazioni già realizzate con successo in alcuni dei maggiori erbari europei (ad esempio Leida e Parigi).
Il progetto adotta una metodologia unificata a livello nazionale. I campioni delle diverse sedi – tra cui Padova, Firenze, Pisa, Roma, Torino, Trento e Siena – vengono trasferiti temporaneamente, dopo un trattamento di decontaminazione, presso l’Erbario Centrale Italiano dell’Università di Firenze, che funge da sede centrale per le attività di digitalizzazione.
Per quanto riguarda l’Erbario di Siena, le attività sono iniziate il 28 ottobre 2025 con il trasferimento di 144 scatole contenenti i campioni, destinate alla disinfestazione e alla successiva digitalizzazione a Firenze. I campioni sono rientrati in sede il 5 dicembre scorso.